L’ex-Ceo di Microsoft punta sul cloud per i suoi Los Angeles Clippers. Ma è quello di Amazon

 

Nella battaglia commerciale tra Amazon Web Services (AWS) e Microsoft Azure per una fetta del mercato del cloud computing aziendale, l’ex-amministratore delegato di Microsoft e ora proprietario dei Los Angeles Clippers, Steve Ballmer, ha scelto da che parte stare: Amazon. Pur riconoscendo che il “sangue Microsoft” scorra nelle sue vene, Ballmer ha confessato, intervistato da Bloomberg, che la società guidata da Jeff Bezos “ha fatto un buon lavoro” con il cloud computing. AWS elaborerà tutti i dati generati da CourtVision, piattaforma di realtà aumentata ideata dai Clippers insieme con Second Spectrum che sfrutta varie videocamere allocate in ogni angolo delle arene NBA per raccogliere varie informazioni, tra cui i movimenti dei giocatori.

Secondo il numero uno di Second Spectrum, Rajiv Maheswaran, la scelta di Ballmer è stata “razionale e ragionevole”. D’altronde, al cuore non si comanda, ma è meglio non metterlo in mezzo agli affari.

Nella visione di Ballmer, CourtVision permetterà ai tifosi presenti nelle arene di “giocare” tramite un’applicazione per lo smartphone: l’utente sceglierà uno dei giocatori attivi nell’azione e guadagnerà punti se tale cestista raccoglie un rimbalzo, va a canestro oppure effettua con successo un assist.

CourtVision è una piattaforma di realtà aumentata dei Los Angeles Clippers per far ‘giocare’ i tifosi presenti nelle arene

A sostenere CourtVision, come detto, ci sarà il cloud di Amazon, che allunga l’elenco delle grandi aziende sue partner: Netflix si appoggia alla rete di Amazon Web Services dal 2009; altrettanto hanno fatto Kellogg’s, BMW, General Electric, Nokia, Hitachi, McDonald’s, Adobe e persino il ministero della Giustizia britannico e il Dipartimento di Stato statunitense.

Amazon guida la strada verso il cloud. Possibile sorpasso di Azure non prima di dieci anni

I Clippers, insomma, non sono i primi né saranno gli ultimi a rafforzare la posizione di Amazon nel segmento del cloud computing. Nell’ultimo trimestre fiscale, il colosso di Seattle ha registrato ricavi per 7,43 miliardi dal cloud e un profitto operativo di 2,18 miliardi di dollari, cioè il 58% dell’intero profitto trimestrale di Amazon.

Una porzione sempre più grande delle finanze dell’azienda di Jeff Bezos, al punto che tanti esperti indicano come sia Amazon stessa il limite di Web Services. Da qui il suggerimento di staccare le due attività principali della società e renderle due aziende distinte: da una parte il commercio elettronico (Amazon) e la logistica e dall’altra il cloud computing (AWS).

Nel secondo trimestre fiscale 2019, il giro d’affari di Azure è cresciuto del 76%, allo stesso ritmo del trimestre precedente (un anno prima, invece, era il 98%). In tale fatto gli analisti ci hanno visto un segnale di rallentamento e, in linea generale, nessuno ritiene che nel medio termine (5 anni) Microsoft possa superare Amazon Web Services. La situazione potrebbe invece essere molto diversa tra 10 anni, a dimostrazione di quanto questa battaglia commerciale sia ancora all’inizio: più l’infrastruttura delle aziende (piccole, medie o grandi) si sposterà verso il cloud e più si delineerà la struttura del mercato del cloud computing.

Nel quarto trimestre 2018, Amazon deteneva oltre il 35% del mercato secondo un’indagine di Synergy Research Group, mentre Microsoft è una consolidata, ma distante seconda realtà con il 15%. Nella partita sono coinvolte anche Google, Alibaba e IBM, ma nessuna delle due macina numeri che si avvicinino a quelle di Amazon e Microsoft che insieme raccolgono oltre la metà del mercato. Google e IBM si fermano, infatti, al 7%; Alibaba al 5%.

Amazon detiene oltre il 35% del mercato cloud, seguita da Microsoft con il 15%

Il mercato, in ogni caso, è destinato a esplodere: lo scorso anno valeva 70 miliardi di dollari e alcune stime di mercato parlano di tassi di crescita annua superiori al 30%. Per ora, però, sembra che ancora nessun concorrente possa rivaleggiare con Amazon Web Services, che detiene una quota superiore a quella delle quattro aziende che seguono (Microsoft, Google, IBM e Alibaba) messe insieme.