Molti editori temono che il nuovo Apple News Plus cannibalizzi i loro abbonamenti, ma il Wall Street Journal non è d’accordo

  • Il The Wall Street Journal partecipa ad Apple News Plus, il servizio all-you-can-read in abbonamento.
  • Il quotidiano non è preoccupato che Apple News Plus cannibalizzi gli abbonamenti del Journal, convinto com’è che il servizio possa raggiungere un pubblico di non ancora abbonati in cerca di notizie generiche.
  • Con un annuncio diffuso il 25 marzo, il Journal è stato l’unico quotidiano nazionale a entrare nel pacchetto, mentre The New York Times e il The Washington Post hanno rifiutato.

Il The Wall Street Journal ha fatto notizia con l’annuncio della sua partecipazione ad Apple News Plus, il servizio all-you-can-read da dieci dollari al mese offerto dal costruttore di telefoni cellulari, mentre The New York Times e il The Washington Post soprassiedono.

La partecipazione del Journal ha sorpreso gli osservatori, convinti che il servizio avrebbe cannibalizzato i quotidiani più costosi, che guadagnano vendendo abbonamenti individuali piuttosto che facendo parte di un pacchetto. Il Journal addebita ai suoi abbonati trentanove dollari al mese, mentre Apple New Plus ne costa dieci, e gli editori che partecipano guadagnano solo la metà basata sul tempo passato dagli utenti sui loro contenuti (anche gli articoli di Business Insider Prime sono disponibili in Apple News Plus).

Will Lewis, editore del Journal, ha però dichiarato di non pensare che l’accordo cannibalizzerà gli abbonamenti esistenti, raggiungendo piuttosto nuovi lettori non ancora abbonati al Journal.

“È un’epoca di segmentazione del prodotto,” ha dichiarato a Business Insider. “Ci sono milioni di persone che vorranno continuare ad abbonarsi al The Wall Street Journal per un’offerta completa centrata su affari, mercati e sulla politica più stringente … ci sono però anche milioni di persone che saranno attratte da un’offerta leggermente diversa … più appetibile.”

Il Journal afferma di aver messo in conto l’assunzione di diverse decine di persone nelle prossime settimane, tra i quali corrispondenti di politica, interni e cronaca, oltre a redattori per sostenere l’espansione del Journal sull’applicazione. Jennifer Hicks è stata nominata editore della cronaca per ciò che riguarda le partnership della testata, con responsabilità sulla collaborazione con Apple, per lavorare con la sezione notizie e affari del Journal.

Lewis ha affermato che la collaborazione con Apple prevede un accordo pluriennale, con estensioni nell’area dei contenuti video, voce, dati di mercato e intelligenza artificiale.

Il Journal sceglierà dalle sue notizie gli articoli da includere in Apple News

Il Journal pubblica migliaia di storie ogni giorno e probabilmente non metterà il suo intero palinsesto in Apple News, ma lascerà al suo caporedattore Matt Murray la decisione su quale tra queste potrebbe avere la maggiore risonanza. Probabilmente ci sarà uno slittamento verso notizie di carattere generale, politica e sport, ha detto Lewis.

“Andrà tutto su Apple News?” si è chiesto Lewis. “No. Vogliamo essere sicuri che Apple News sia un prodotto meraviglioso, con il quale le persone si sentano a loro agio anche per la spesa che fanno.”

Da parte loro, il Times e il Post hanno detto di voler soprassedere a questa offerta di informazione, perché hanno investito su una relazione diretta con i loro abbonati, per far crescere la loro base.

“Siamo selettivi nel nostro approccio di lavoro e sulla nostra relazione con le piattaforme, secondo una prospettiva per lo più orientata all’accesso di nuovo pubblico,” ha dichiarato via posta elettronica un portavoce del Times. “Facciamo un giornalismo per cui convenga pagare, ed è dunque essenziale avere una relazione diretta con il nostro pubblico. Come attività basata sull’abbonamento, siamo concentrati nel far crescere il nostro pubblico, globalmente molto coinvolto, e crediamo che per quel tipo di pubblico il modo migliore di usufruire del nostro giornalismo sia sul nostro sito e sulle nostre app.”

Dal Washington Post dicono che per la loro testata essere parte di quel servizio non ha senso

Secondo un portavoce del Washington Post “Il nostro obiettivo è far crescere la base degli abbonati, quindi a questo punto entrare in Apple News Plus non ha senso. Apple è stata davvero un buon socio – continueremo a collaborare con loro su altri progetti in corso, e ci aspettiamo di fare insieme molte cose in futuro.”

Altri editori entrati nel pacchetto vedono potenziali vantaggi. Uno di questi è Meredith Magazines, le cui riviste sono per la maggior parte dei mensili e costano meno dei quotidiani nazionali.

Meredith ha in progetto di esserci con le sue trentuno riviste, compreso People and Parents, fin dal debutto. Meredith è stata obbligata a entrare nel pacchetto per essere stata tra i proprietari di Texture, predecessore di Apple New Plus.

Doug Olson, presidente di Meredith Magazines, ha dichiarato che il pacchetto è un’opportunità di coinvolgere nuovi clienti non ancora parte dei loro quarantadue milioni di abbonati al cartaceo. Le riviste vendute attraverso Texture hanno sommato solo l’1% o il 2% della base di abbonati di Meredith, ha precisato.

“La nostra aspettativa è quella di andare a prendere altri abbonati,” ha detto Olson. “Abbiamo molte testate femminili, e in genere alle donne piacciono davvero le riviste cartacee.