La sicurezza di Mark Zuckerberg costa a Facebook 20 milioni, il doppio di due anni fa. Ecco perché

Essere al centro della scena ha un prezzo, e non solo in senso metaforico. Nel 2018, il colosso tecnologico Facebook ha pagato circa 20 milioni di dollari per garantire la sicurezza del suo Ceo, il 34enne Mark Zuckerberg.

Lo scorso anno il fondatore di Facebook ha ricevuto un salario pari a 1$ e non ha preso alcun bonus. Tuttavia, dal 2016 al 2018, le spese per la sua sicurezza sono quasi raddoppiate, passando da poco più di 5 milioni di dollari a circa 10 milioni di dollari. A questi, per il 2018, si vanno ad aggiungere ulteriori 10 milioni (al lordo delle tasse) per coprire eventuali costi addizionali sostenuti da Zuckerberg e dalla sua famiglia per proteggere la propria incolumità. Il totale ammonta alla cifra record di 20 milioni di dollari. A riportarlo è la stessa Facebook, che in un documento ufficiale sottoposto ai sui azionisti fa i conti dei compensi distribuiti ai vertici dell’azienda.

ll “programma di sicurezza generale”

A causa dell’elevata visibilità della nostra azienda – spiega Facebook nella nota – il nostro comitato per la retribuzione e il governo ha autorizzato un programma di sicurezza generale per il signor Zuckerberg per affrontare i problemi dovuti a specifiche minacce alla sua sicurezza derivanti direttamente dalla sua posizione di fondatore, Ceo, presidente e azionista di controllo”.

Ogni anno la compagnia californiana valuta il livello di minaccia alla sicurezza di Zuckerberg e aggiorna il compenso di conseguenza. Questo serve a coprire non solo i costi delle guardie personali, che seguono il CEO ovunque, ma anche quelli per acquistare, installare e mantenere le innumerevoli misure di sicurezza adottate per difendere le abitazioni possedute da Zuckerberg. Nel calcolo del compenso figurano anche le spese per gli aerei privati utilizzati dal Ceo, e occasionalmente dai suoi ospiti, nel corso dell’anno (circa 2.5 milioni di dollari nel 2018).

Anche la direttrice operativa di Facebook, Sheryl Kara Sandberg, fa parte del programma di sicurezza generale. “Abbiamo bisogno di queste misure di sicurezza a vantaggio dell’azienda a causa dell’importanza di Zuckerberg e Sandberg per Facebook – dichiara l’azienda nella nota – e crediamo che la portata e i costi di questi programmi di sicurezza siano appropriati e necessari”.

Il motivo delle spese di sicurezza

Ma come motiva l’azienda questa spesa per la sicurezza del suo fondatore? “Crediamo che il ruolo del signor Zuckerberg lo metta in una posizione unica: è sinonimo di Facebook e, di conseguenza, il sentimento negativo nei confronti della nostra azienda è direttamente associato e spesso trasferito al signor Zuckerberg”, spiega la compagnia. “Zuckerberg – continua il colosso dei social network – è uno dei dirigenti più riconosciuti al mondo, in gran parte a causa delle dimensioni della nostra base di utenti e della nostra continua esposizione ai media globali, all’attenzione legislativa e normativa.

Il Ceo di Facebook, negli ultimi tempi, è stato sotto attacco anche a causa degli scandali che hanno coinvolto la compagnia, tra cui Cambridge Analytica. L’azienda, più in generale, è nell’occhio del ciclone per il dibattito sulle fake news e per il costante pericolo, fondato, di interferenze da parte di attori esterni nelle campagne elettorali proprio grazie all’uso del social network.

A marzo 2019, un’inchiesta dell’edizione americana di Business Insider ha mostrato l’enorme apparato di sicurezza dispiegato per proteggere Zuckerberg e gli 80.000 dipendenti dell’azienda in tutto il mondo: un vero e proprio esercito di sicurezza composto da 6.000 persone.

L’indagine ha rivelato l’esistenza di un corpo di sicurezza speciale che, vestito con abiti civili, partecipa alle riunioni di lavoro di Zuckerberg per prevenire eventuali attacchi da parte dei colleghi. La squadra si occuperebbe anche di fare verifiche sull’identità di nuovi medici o allenatori, qualora Zuckerberg avesse un nuovo hobby sportivo, per evitare spiacevoli sorprese. Il Ceo, inoltre, avrebbe accesso a un’apposita stanza di sicurezza nella sala delle conferenze, dotata di pareti di vetro anti-proiettile e pulsante antipanico. Proprio come nei film. Ma i film, si sa, si ispirano alla realtà. Creare il più celebre dei social network comporta un prezzo alto da pagare, come quello di essere seguiti ovunque per motivi di sicurezza, rinunciando così alla propria privacy. Soprattutto se sei Mark Zuckerberg.