I topi riconoscono i video deepfake meglio degli esseri umani

Avete presente i deepfake? Quei video che sembrano veri ma non lo sono, imitazioni  perfette della realtà, che però con la realtà non hanno niente a che fare? Strumento (ahimé) molto efficace e diffuso nei settori del porno e della propaganda politica falsa, tanto affascinante quanto odioso, che porta la falsificazione e le fake news a un livello di perfezione e mistificazione inaudito, capace di farci mettere in discussione quel che abbiamo visto con i nostri stessi occhi? Ecco, di loro, verosimilmente sentiremo parlare sempre più, nei prossimi anni, mesi o addirittura settimane. E alleati preziosi, per capire se quel che stiamo vedendo e ascoltando è vero o falso, potrebbero essere i topi.

Una recente ricerca, presentata alla conferenza sulla sicurezza informatica di Black Hat a Las Vegas ha dimostrato che i topi hanno una spiccata attitudine a distinguere gli elementi del linguaggio naturale rispetto alle voci o alle immagini computerizzate create da sistemi di intelligenza artificiale. I topi hanno sistemi uditivi simili agli umani in termini di capacità di riconoscere gruppi sonori complessi e sono stati addestrati ad andare in una posizione o in un’altra quando hanno ascoltato le clip audio vere e false. Nel corso del tempo hanno imparato a distinguere tra i due. Nei test, i topi sono stati in grado di rilevare suoni simulati circa il 75% delle volte e sono stati in grado di riconoscere schemi nuovi e complicati al di fuori dei dati di addestramento.