Mi chiamo ‘Carnifex’ e ho vinto 65 mila $ alle finali mondiali di Fortnite. La mia vita da e-gamer professionista stipendiato

Fortnite è il videogioco del momento (già da un po’ ormai), un vero e proprio fenomeno capace di incantare milioni di videogiocatori – soprattutto i più giovani – in tutto il mondo. Ma se è vero che ci giocano in moltissimi anche da noi in Italia, solo un italiano (dopo una durissima selezione di sei settimane) ha potuto partecipare alla prima edizione della Fortnite World Cup a New York: lui è Edoardo Badolato, videogiocatore professionista 24enne di Martinengo (provincia di Bergamo), conosciuto nella scena eSport come “Carnifex”, che in latino significa “tagliatore di teste”. E di teste – virtualmente parlando, s’intende – ne ha tagliate tantissime Edoardo in Fortnite.

Le finali mondiali del titolo Epic Games, che si sono svolte a fine luglio all’Arthur Ashe Stadium di New York – il principale stadio dell’US Open (mica male come scenografia) – hanno visto il team di Badolato, i Llama Record, classificarsi sesto nella modalità creativa, vincendo 250 mila dollari. 62.500 dollari a testa per Carnifex e i suoi tre compagni di squadra, a cui si sono aggiunti altri 5 mila dollari per la qualificazione. Una cifra decisamente importante per un ragazzo di soli 24 anni, anche se lontanissima anni luce da quella del giovanissimo (16 anni) collega americano Kyle “Bugha” Giersdord che trionfando nella modalità “solo” (la più prestigiosa) è diventato letteralmente milionario. Per la precisione, ha portato a casa 3 milioni di dollari.

L’Arthur Ashe Stadium a New York, dove si sono sovlte le finali mondiali di Fortnite.

Ho già partecipato a tre mondiali di Overwatch, questo era però il primo organizzato per Fortnite. Ero emozionato. Non da dire ‘oddio mi tremano le mani’, ma è stato veramente bello essere lì a sfidare i migliori del mondo”,

ci racconta Badolato, che non si sente ancora come un calciatore famoso, e la strada in effetti è ancora molto lunga – sia per lui che per il movimento eSport, soprattutto in Italia dove è ancora un po’ di nicchia (anche se in forte espansione) – ma “capita che qualcuno mi riconosca e mi fermi per strada, soprattutto gli adolescenti”.

E quei 67.500 dollari per cosa li utilizzerai?

“Al momento non so ancora come investirò quei soldi. Di sicuro una parte li accantonerò per continuare il mio percorso professionale”.

Tutto è cominciato con Final Fantasy

Ho cominciato a giocare a PlayStation con mio fratello maggiore alle elementari – ricorda Carnifex – . Il primo gioco in assoluto che ricordo è un Final Fantasy. Gli sparatutto sono arrivati dopo, mi ricordo le prime partite a Doom e Halo. Competitivamente, invece, ho iniziato nel 2011 con tornei amatoriali online. Avevo 16 anni e con il mio primo PC giocavo a Team Fortress 2”.

Nel frattempo, il mondo “reale” lo porta a frequentare l’istituto d’arte Fantoni di Bergamo. Dopo il diploma Badolato trova subito lavoro come grafico in una stamperia in provincia di Bergamo.

Inizialmente cominciai a lavorare come grafico full time, poi passai al part-time per dedicare più tempo ai videogiochi. Ho mollato definitivamente il lavoro “normale” nel 2016 quando mi sono arrivate le prime offerte di lavoro da parte di team professionistici per Overwatch. Il primo contratto firmato è stato per il team italiano ExAequeo”.

Ora Badolato fa parte del prestigioso team Samsung Morning Star e riceve un vero e proprio stipendio mensile come un “qualunque impiegato”, con la possibilità di ottenere importanti bonus con buoni piazzamenti nei tornei, come capitato alla Fortnite World Cup

Edoardo Badolato in azione.

La famiglia ha appoggiato la passione di Edoardo sin dall’inizio:

Era da qualche anno che lavoro tradizionale e gaming andavano avanti in parallelo. Avevo cominciato a portare a casa anche po’ di soldi con i tornei. I miei genitori hanno sempre creduto in me, e quando mi è arrivata una proposta di contratto con uno stipendio è venuto naturale accettare. Loro mi hanno appoggiato in questa scelta e continuano a sostenermi”.

Una vita da pro gramer

“Giocare per lavoro” potrebbe essere il riassunto di quello che fa Edoardo Badolato per guadagnarsi da vivere. Ma la vita del pro gamer è tutt’altro che lo spaparanzarsi sul divano e spararsi ore e ore di gaming selvaggio. Questo lo facciamo noi “videogiocatori della domenica” dopo una giornata di lavoro (normale).

Come qualsiasi altro atleta che si rispetti, invece, Carnifex deve seguire una vera a propria preparazione fisica e mentale. Oltre alle 8 ore medie di allenamento al giorno passate a giocare (ma anche a tenersi aggiornato su tutte le novità)

mi devo tenere in forma anche fisicamente per performare bene poi in gioco. Non faccio veri e propri allenamenti, ma semplicemente delle camminate e mi tengo in movimento. Ai tempi di Overwatch avevo anche un mental coach che mi aiutava a gestire meglio la pressione”.

“Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”, disse Confucio. E così deve essere per Carnifex, che non pago delle otto ore giornaliere passate davanti a Fortnite o Overwatch per lavoro riesce a trovare del tempo anche per dilettarsi ad altri videogiochi, come tutti gli altri (avevate forse dei dubbi?).

Passo ancora del tempo a giocare ‘per diletto’, e gioco un po’ a quello che vuole la mia ragazza – ride – Non sono fissato con un genere particolare, se un titolo mi piace lo gioco. Sono aperto a tutto”. 

Il consiglio per chi vuole intraprendere questa strada?

“Non smettere di credere in se stessi. Se si smette di farlo non si andrà da nessuna parte È una strada molto lunga”.