Conti in caduta e concorrenza aggressiva, il futuro di Netflix è sempre più incerto

Il primo problema dei Netflix sono i conti. Il secondo, ben più grave, si chiama concorrenza. E se probabilmente è troppo presto per pensare che la società sia entrata in una pericolosa spirale negativa, non lo è per capire che il gruppo ha bisogno – molto rapidamente – di mostrare al mercato di essere in grado di diversificare la propria offerta aumentando i servizi. Non è una strada semplice da percorrere, ma Reed Hastings non ha molte carte nel mazzo da giocarsi.

 

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“Da inizio anno il titolo è in positivo, ma la percezione degli operatori è mutata dopo la pubblicazione dei dati sul secondo semestre” spiega Edoardo Fusco Femiano, market analyst di eToro che poi aggiunge: “Netflix ha fallito sotto tutte le metriche di riferimento. Dalla crescita delle sottoscrizioni complessiva (2,7 milioni contro le attese per 5 milioni, ndr) alla decrescita degli abbonati negli Stati Uniti, fino alla generazione negativa di cassa e all’aumento del debito finanziario su base annua”.

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Le conseguenze sono chiare: Netflix è cresciuta grazie a un circolo virtuoso basato sulla crescita costante degli abbonati che ha fatto dimenticare al mercato sia l’incapacità dell’azienda di fare utili sia la sua capacità di accumulare debiti. D’altra parte i miliardi di dollari presi in prestito sono serviti a finanziare centinaia di costose produzioni che – a loro volta – hanno fatto crescere gli utenti e a cascata il valore del titolo. E più Netflix investiva in produzioni, più aveva chance di trovare la sua gallina della uova d’oro come La Casa di Carta o Stranger Things. La battuta d’arresto di fine luglio ha acceso un campanello d’allarme sul futuro dell’azienda mostrando al mondo che la crescita non è garantita a vita.

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“Come se non bastasse – prosegue Fusco Femiano – la concorrenza di Disney e AT&T, che hanno lanciato programmi di streaming TV a condizioni più convenienti di Netflix, sta spingendo la società a cercare espansione in mercati nuovi, ma è evidente che questo settore sia ormai maturo e si stia saturando rapidamente”.

Claire Foy interpreta la regina Elisabetta nella serie The Crown. Netflix

“Questo non è un mercato dove ci sono sostituzioni come per gli elettrodomestici o per le auto” incalza Roberto Verganti, professore di Leadership e Innovation alla School of Management del Politecnico di Milano, secondo cui “per aumentare il fatturato Netflix è condannata a fornire nuovi servizi, magari attraverso abbonamenti premium o simili. Nel frattempo deve continuare a produrre contenuti di successo prendendo tutti i rischi necessari”.

Il pericolo numero uno per Netflix si chiama Disney perché potrebbe attrarre oltre 30 milioni di nuovi clienti entro la fine del prossimo anno e soprattutto avrà un costo annuo di circa 40 dollari: “E’ un prezzo molto inferiore a quello di Netflix – osserva il market analyst di eToro –, ma non dobbiamo dimenticare Amazon che ha una capacità di spesa enorme come ha dimostrato con l’ecommerce”. Disney, però, ha già annunciato che nei prossimi trimestri si concentrerà con tutte le forze sui video online e per finanziare le operazioni ha già iniziato ad aumentare le fonti di ricavo dalle sue attività alternative, come i parchi divertimento. “La forza di Disney – sottolinea Verganti – è proprio quella di riuscire ad aumentare i flussi di cassa da altre attività, mentre Netflix non ha scelta”.

Disneyland. Getty Images

“I competitor saranno in grado di finanziare la propria trasformazione attingendo ai settori più forti, Netflix no e anzi dovrebbe aumentare le spese di marketing ma questo – avvisa Fusco Femiano – aumenterà la pressione sui conti”. Anche perché nel frattempo è probabile che Netflix perda gran parte dei contenuti di Disney e di tutte quelle piattaforme che vedranno la luce. Con il rischio di alimentare un circolo vizioso nel quale il calo delle azioni spaventerà gli investitori rendendo più difficile finanziarsi e di conseguenza produrre nuovi film e serie.

“Stranger Things.” Netflix

Per Verganti, però, ci sono tanti settori ancora da esplorare “dal mondo del gaming a quello dell’education. Di certo Netflix non può stare ferma”. Per Fusco Femiano, invece, “è fondamentale vedere chi avrà sinergie industriali. La concorrenza metterà fuorigioco chi non sarà abbastanza efficiente. Io credo che il settore andrà verso l’aggregazione e allora aumenteranno i profitti”. Come a dire che Netflix deve dimostrare di riuscire a stare sul mercato di fronte della concorrenza. E di una valutazione pari a oltre 90 volte gli utili.