La rivoluzione digitale dei parchi eolici per ridurre le emissioni di C02: così il telemonitoraggio aiuta a produrre energia più pulita

L’energia eolica è una fonte rinnovabile e pulita, che può essere ancora più sostenibile grazie alle nuove tecnologie. Questa è la scommessa di E2i Energie speciali, tra i principali operatori del settore eolico italiano, che punta sulla rivoluzione digitale per ottimizzare la produzione di energia elettrica riducendo l’impatto ambientale. “Abbiamo adottato una piattaforma di telemonitoraggio che ordina, raccoglie e analizza i dati generati dai diversi impianti. Dai chilowattora alla velocità del vento, abbiamo una visione d’insieme dei vari parametri delle turbine che compongono i nostri parchi eolici”, spiega a Business Insider Italia Alessandro Arienti, Technical Area Manager di E21. Che continua: “Possiamo così verificare subito la loro vita utile, rilevare in anticipo eventuali malfunzionamenti e migliorare le prestazioni delle macchine”.

La società fondata da tre partner F2i Fondi italiani per le infrastrutture, Edison, e EDF EN Energies Nouvelles ha avviato questo nuovo progetto in collaborazione con CloudItalia Telecomunicazioni, che fornisce il proprio supporto con un servizio di data center in cloud: una soluzione che permette di aumentare l’efficienza dei processi produttivi riducendo i costi energetici a essi connessi. “L’azienda non deve dotarsi di un proprio data center interno, evitando quindi di dover sostenere tutti i costi delle apparecchiature e del personale necessario per farla funzionare. Ma sfrutta le risorse dei data center fornite da un provider esterno”, commenta Raffaello Poltronieri di Clouditalia, sottolineando che il risparmio è economico ma anche energetico: “La virtualizzazione di server, sistemi di archiviazione e di sicurezza permette all’azienda di pagare solo per il servizio di cui ha bisogno. E qualora dovesse servire in futuro, può espandere la capacità di storage o di Cpu utilizzati”.

Alcune macchine che compongono un data center

Più energia ma con minore impatto sull’ambiente

Negli ultimi tre anni E21 ha sviluppato dei nuovi impianti che si sono aggiunti al parco eolico esistente: un sistema che conta 574 aerogeneratori che in 12 mesi producono 1 Twh di energia elettrica (la stessa quantità consumata da 370 mila famiglie). Secondo un report dell’azienda, i suoi campi eolici e fotovoltaici hanno permesso di tagliare 325 mila tonnellate di C02. Con il rinnovamento e l’allargamento dell’infrastruttura, la società sta cercando di aumentare la produzione di energia pulita. La nuova piattaforma di monitoraggio servirà a rendere ancora più efficiente l’intero processo. “Le turbine eoliche sono distribuite e frammentate sul territorio della Penisola. Ognuna genera una certa quantità di informazioni, che variano perché i macchinari cambiano anche a seconda dei costruttori e quindi i sistemi di acquisizione dei dati sono differenti”, chiarisce Alessandro Arienti.

Impianto San Giorgio La Molara – E2i

In altre parole, il problema è raccogliere e rendere più uniformi tutti i set di dati acquisiti dalle singole turbine. “Così abbiamo realizzato questa nuova tecnologia di monitoraggio da remoto che permette di interfacciarsi con tutte le macchine presenti sul territorio. Riusciamo a controllare tutti i parametri elettrici e meccanici, le temperature e i codici allarmi. In modo da avere una visione d’insieme sullo stato di una specifica turbina”, continua l’esperto. Le analisi dei dati rilevati, che in futuro saranno anche automatizzate, permettono di capire subito la vita utile di un impianto e quindi intervenire più prontamente in caso di necessità. “Questa manutenzione più avanzata contribuisce a migliorare anche le performance delle strutture”.

Impianto di Castiglione Messer Marino – E2i

Integrando la piattaforma con un data center in cloud, l’azienda ha fatto a meno di un’infrastruttura fisica costosa in casa propria, evitando di costruire una “cattedrale nel deserto che avrebbe comportato anche un notevole dispendio di risorse energetiche”. Un esempio sono le operazioni di raffreddamento delle parti di storage e computazionali del data center, per cui gli impianti di condizionamento aspirano il calore e lo espellono all’esterno.

Il progetto è partito nel 2018 ed è ormai in fase di completamento. “Siamo all’ultimo miglio, stiamo inserendo nel sistema le ultime turbine. La piattaforma potrà poi crescere, comprendendo eventuali impianti che potrebbero esser costruiti in futuro”, conclude Alessandro Arienti.