Gli smartphone non innovano più. Le vendite calano e i produttori non hanno idee

I produttori smartphone sono a caccia. Cercano un’idea, uno spunto che possa invertire la tendenza commerciale: le vendite sono in calo. Seppur con costanti – sebbene graduali – cambi di fronte (i produttori cinesi stanno “rosicchiando” fette di mercato a colossi come Apple e Samsung), la verità è sotto gli occhi di tutti: innovare non è più possibile; l’evoluzione degli smartphone ora viaggerà solo per inerzia.

I dispositivi più recenti hanno 3, 4 o anche più fotocamere posteriori con risoluzione che superano persino i 100 megapixel. Il design ha superato sé stesso: schermi ampi con cornici sottilissime (o del tutto inesistenti); integrano abbastanza potenza da rivaleggiare con console portatili tradizionali, come Nintendo Switch.

Nonostante ciò, arrendersi è dura. Così partono le sperimentazioni folli. Prodotti concettuali figli della necessità di richiamare l’attenzione mediatica sul proprio marchio, anche quando tale idea difficilmente potrebbe diventare realtà. Lo ha dimostrato, nei giorni scorsi, Xiaomi: lo schermo di Mi Mix Alpha avvolge letteralmente il corpo dello smartphone. Vanta un rapporto schermo/corpo superiore al 180%: un dato che, fondamentalmente, non vuol dire più niente. Non serve neanche la fotocamera anteriore: si gira il dispositivo e l’immagine viene mostrata sulla parte posteriore prima dello scatto con il sensore principale. Prezzo? L’equivalente di 2.800 dollari e verrà venduto su piccola scala.

Impossibile non pensare che Mi Mix Alpha resti un semplice esercizio di stile. Bello, ma ben poco pratico. Non immaginiamo, poi, i prezzi di riparazione di uno smartphone simile oppure l’ergonomia di una simile decisione stilistica. Ma Xiaomi non è colpevole di nulla se non di voler agire per vie di marketing convenzionali: ispirare il pubblico sperando che basti ad allontanare lo spettro di un mercato che, al contrario, ha smesso di innovare. Perché di più non è possibile fare.

Gli stessi Samsung Galaxy Fold e Huawei Mate X, smartphone che usano schermi pieghevoli, sembrano spingere prematuramente una tecnologia che non è ancora pronta: per applicazioni, prezzi di listino e longevità dei dispositivi stessi. I produttori hanno fretta di trovare altre strade. Anche se tale fretta può costringere, com’è stato per Galaxy Fold, a fare un passo indietro, ritornare alla lavagna e ridisegnare alcuni aspetti del prodotto, posticipando di mesi l’uscita.

Smartwatch e smart speaker a oggi non bastano

Lo ha dimostrato il mercato PC. L’invenzione dei dispositivi 2 in 1 (laptop che diventano tablet, anche se ingombranti) ha rinvigorito il settore, ma non ha certo ribaltato la tendenza negativa in atto da anni e causata dall’avvento degli smartphone e dei tablet come terminali a 360 gradi. Ora il mercato PC ha un nuovo equilibrio (con numeri molto più bassi di un tempo). La stessa situazione si sta ripetendo, questa volta per gli smartphone: le vendite continueranno a calare su base annua fino a che, tra qualche tempo, non si sarà trovato un nuovo equilibrio commerciale. Perché, sia chiaro: gli smartphone sono lontani dall’estinzione e per molto tempo resteranno la finestra principale sul mondo digitale.

I produttori cercano di salvarsi in calcio d’angolo perché, oggi, non c’è un altro segmento hardware che promette gli stessi numeri degli smartphone. Gli smartwatch si fermano a 12 milioni di unità distribuite nel secondo trimestre 2019 (dati Strategy Analytics). Gli smart speaker sono arrivati a 26 milioni (dati di Statista). Lontanissimi dai 341 milioni di smartphone spediti nel mondo (in calo del 3% su base annua).

Molte aziende stanno già guardando oltre: ai servizi, che possono essere abilitati dall’hardware. Apple Arcade e Apple TV+ – rispettivamente per videogiochi e serie TV con una sottoscrizione a pagamento mensile – sono due esempi per fidelizzare gli utenti. Microsoft sta svolgendo molto bene lo stesso lavoro, e da più tempo, con Office 365, per esempio. Tanti produttori smartphone, come Sony o LG, in questo senso sembrano essere molto più indietro. Altri, come la sopracitata Xiaomi, guardano invece all’abbattimento dei prezzi: hardware di primo livello a prezzi aggressivi. Così da togliere fetta di mercato ai concorrenti, risicando i propri margini di profitto.

La verità è sotto gli occhi di tutti: l’innovazione negli smartphone è finita. Qualcuno, però, ogni tanto prova ancora a mascherarlo.